Nella cittadina bacolese, si è tenuto il Primo Pride Flegreo della storia dei Campi Flegrei.
La manifestazione è stata il risultato di mesi di intensi incontri tra associazioni, sindacati, cittadini ed istituzioni, attraverso un dialogo schietto e costruttivo.
I Promotori del Pride 2026, riuniti in un Comitato, hanno visto come protagonisti la CGIL Nuovi Diritti Napoli e Campania, La Forza delle Idee, affiancate dal Comitato Organizzatore composto dalla Associazione Nexus di Antonio Marotta, Collettivo Raggia Flegrea, Associazione Crea, Collettivo Anthos, Teresa Imperatore attivista per i diritti umani e Dario Halfaxa come militante queer.

Il Concentramento è stato fissato al Belvedere Maurizio Valenzi, per poi proseguire nelle principali arterie cittadine sino a raggiungere la Villa Comunale.
Le esibizioni artistiche sono iniziate sin dalla partenza del corteo, con il Rituale della Liberazione, una performance di forte impatto emotivo atta a rompere gli stereotipi dell’omologazione, con artisti intenti a liberarsida involucri di plastica, per rappresentare il tema dell’identità e della rinascita.
Il percorso ha vissuto momenti di gioia, colori e di ritmo con gli Sbandassurda, attraverso una vera atmosfera di libertà di espressione, quella spesso negata alle generazioni LGBTQIA+, che non chiedono altro che parità di trattamento e non misere concessioni o commiserazioni.

La manifestazione è stata interamente autofinanziata, e per espressa volontà degli organizzatori, niente palchi o carri, ma una marcia sobria in concomitanza con la criticità bradisismica.
Nonostante le immancabili polemiche con commenti social di stampo omofobo e razzista, il messaggio inviato è arrivato come un pugno allo stomaco degli scettici, “Noi esistiamo e facciamo a giusto titolo parte della società”.
Discriminazioni, derisioni e mancanza di pari opportunità nel 2006, rappresentano un retaggio di una società ipocrita e anacronistica che non affronta i temi fondamentali, quali gli sfollati, il lavoro, i trasporti, il dissesto idrogeologico, ambientale, per puntare il dito meschinamente su persone con minori tutele.
Paradossalmente nel mondo etero, l’eccentricità nei comportamenti, nell’abbigliamento vengono accettati e spesso emulati, tutt’altro accade per coloro che vorrebbero vivere serenamente la propria identità, senza doversi sentire colpevoli di nulla.
Le istituzioni locali, alla presenza dei Sindaci Della Ragione, Sabino e Scotto di Santolo, per i rispettivi comuni di Bacoli, Quarto e Monte di Procida, hanno presenziato all’intera manifestazione, spendendosi in dichiarazioni di inclusione e di responsabilità nell’affrontare e sostenere i pari diritti.
Non è passata inosservata l’assenza del Primo Cittadino di Pozzuoli Manzoni, o di un rappresentante dell’amministrazione, il quale legittimamente ha preferito seguire le sorti calcistiche della Puteolana 1902, dimostrando un palese disinteresse per una marcia dei cittadini flegrei.
Per sgombrare il campo dai soliti cliché, con etichette volgari e fuori luogo, la presenza di una percentuale sostanziosa di eterosessuali ha segnato il punto di rottura con coloro che erroneamente credono che questi temi non vadano affrontate insieme, senza alcuna distinzione di genere.

Tornando ai protagonisti della giornata, una volta giunti in villa comunale, tanti artisti e cittadini si sono susseguiti con performance e appelli alle istituzioni,i tra i quali, Peppe Loffredo, Nello D’Auria, il trio Binetti, Leonardo, Tafuri, le Drag Queen, Mater Day, Selenis Scorpio, Astromegan, Djibril e Lady Sasha.
La storia del Pride e dell’uguaglianza flegrea ha scandito il primo squillo dalla meravigliosa location di Bacoli, già molto attiva dal punto di vista del riconoscimento dei diritti e del supporto sociale.
Un mondo migliore, passa inevitabilmente con l’abbattimento di muri e la costruzione di ponti di civiltà e solidarietà.
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