Da Associazione a soggetto politico il passo è breve, si aprono nuovi scenari per l’ex Grillino Di Battista con l’avvallo del fondatore dei pentastellati, Beppe Grillo.
I tempi sembrano maturi per scendere in campo, e le politiche del 2027 rappresenterebbero il primo banco di prova.
Un problema non di poco conto per Conte e il M5S, sempre più proiettati e strutturati da partito.
L’appeal per i nostalgici dei meetup è forte, come per coloro che non si riconoscono più nel Movimento e hanno preferito l’astensionismo.
Una spina nel fianco dell’intero campo largo, che potrebbe erodere consensi e mettere in crisi politiche da establishment ed equilibri precari.
Tutt’altro che da escludere, l’interesse di Casaleggio verso questo nuovo soggetto, potenzialmente molto vicino ai temi ed al modus operandi del movimento che segno’ un punto di rottura con la politica tradizionale.
Le contraddizioni interne al campo largo su temi fondamentali, quali politiche internazionali, sicurezza, visione delle istituzioni pubbliche, subirebbero un ulteriore scossone, mettendo a nudo le fragilità di una coalizione attenta ai numeri ma meno alla convergenza sulle proposte.
Grillo impegnato nel far valere legalmente la legittima battaglia per il simbolo ideato, si è pronunciato positivamente sulla possibilità di vedere Schierarsi ai nastri di partenza delle prossime politiche, attestandolo a circa il 5%.
Una quota considerevole ma non impossibile da raggiungere visto il malcontento degli elettori, che orfani del M5S, distanti dalle politiche del PD, potrebbero trovare una nuova collocazione.
Anche se da poli opposti, Di Battista e Vannacci, potrebbero rappresentare l’ago della bilancia delle coalizioni.