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  • Quarto: Villa Comunale Sradicato albero donato dai cittadini

    Quarto, 08 febbraio 2025

    E’ durata appena 72 ore la vita di un albero di Pino piantumato dai volontari dell’associazione Oasi Verde Flegreo, con un evento pubblico lo scorso 02 febbraio. Un furto ha privato i quartesi di un dono prezioso, nell’ottica di una maggiore presenza di verde, un episodio grave verificatosi nei pressi della Villa Comunale, che lede la dignità e l’immagine di una intera comunità.

    Eppure durante le festività natalizie si era verificato un episodio analogo, un albero donato da un “privato” dapprima posizionato nella Piazza Santa Maria(scatenando non poche polemiche tra i cittadini e non solo) e successivamente riposto in villa comunale subiva la medesima sorte. Tutti indistintamente hanno stigmatizzato l’episodio di inciviltà, rammaricandosi dell’accaduto. “Dispiace non avere incassato alcuna solidarietà dagli esponenti della politica quartese” dichiarano i volontari dell’Oasi Verde Flegreo . Non si comprende quale sia la discriminante di tale comportamento trattandosi di due episodi analoghi, con una unica matrice, l’aggressione vile ed immotivata al verde pubblico.

    “Rappresentiamo un gruppo di persone che con passione ed impegno quotidiano promuovo il rispetto della natura, con il fine unico di contribuire alla realizzazione di un paese a misura d’uomo” i commenti dei volontari. L’Associazione Oasi Verde Flegreo “ringrazia” ironicamente i colpevoli del furto, assicurando ai cittadini il medesimo impegno profuso sino ad oggi, “autofinanziandosi” come sempre per donare più verde all’intero territorio.

  • Quarto: PUC (Piano Urbanistico Comunale) necessità improcrastinabile.

    Quarto, 29 gennaio 2025

    Nonostante il PUC rappresenti un argomento di estrema attualità e discussione nel territorio quartese, esso non è stato ancora realizzato. La Regione Campania con la legge 22 dicembre 2004 n. 16 (art. 23) ha sostituito il PIANO REGOLATORE GENERALE (PRG) con il PIANO URBANISTICO COMUNALE (PUC), la cui formazione è obbligatoria per tutti i comuni. Tale strumento di gestione del territorio comunale regola le attività di trasformazione urbana e territoriale del comune di pertinenza.

    Quarto, anno 2018
    Quarto, anno 2024

    Le immagini sono esemplificative della crescita urbanistica del territorio di Quarto, con le relative nuove esigenze di coordinamento. La suddivisione del territorio in zone omogenee e le trasformazioni fisiche e funzionali in coerenza con i piani sovraordinati (piani territoriali regionali,piano paesaggistico e dei parchi,piano di bacino idrogeologico) rappresentano una garanzia per l’intera cittadinanza. Il PUC viene redatto da tecnici specializzati in pianificazione urbanistica (ingegneri, pianificatori, scienziati ambientali, geologi ed avvocati). La redazione di tale strumento urbanistico, fonte di svariati consigli comunali e di amministrazioni succedutesi negli anni, espressione di diverse maggioranze politiche e partitiche, ad oggi non hanno registrato una risoluzione.

    Infine per completezza di informazione, un accenno doveroso al “periodo di salvaguardia”. Esso non rappresenta altro che il lasso temporale nel quale il PUC viene rivisto, modificato ed approvato dal comune (dopo il parere vincolante della Regione Campania). In tale periodo il PUC diviene esecutivo non completamente in quanto resta esecutivo anche il PRG. Quindi nel caso in cui le due normative si scontrino sul medesimo argomento ma con differente contenuto, il comune è tenuto ad applicare la normativa maggiormente restrittiva tra le due (salvaguardia). La cittadinanza segue con interesse l’evoluzione politico-amministrativa inerente il PUC, auspicando che tale tematica possa rappresentare la priorità per l’intero territorio.

  • Quarto: Azienda Sanitaria Locale, CUP e visite specialiste, tra disservizi e attese infinite

    Quarto, 19 gennaio 2025

    I cittadini quartesi quotidianamente devono far fronte ad enormi difficoltà per tutelare un diritto sancito dalla Costituzione, vale a dire quello inerente alla “Salute Pubblica”. Sembra un paradosso nell’era della digitalizzazione assistere a tali disservizi, che arrecano grave nocumento ad una intera comunità. Per fare chiarezza sulle condizioni attuali senza che esse possano essere motivo di strumentalizzazione politica, la gestione sanitaria non è nelle attribuzioni delle amministrazioni, ma è pur vero che il Sindaco rappresenta la massima autorità sanitaria locale.

    Il depauperamento delle visite specialistiche nella sede di Quarto, ai più noto come il “Palazzo di Vetro”, risale ad anni addietro, precisamente da quando il Distretto Sanitario 38 trova la sua centralità nel Comune di Marano. Tale “decisione” senza un trasporto pubblico adeguato, ed in mancanza di un servizio navetta, trascura colpevolmente anziani, ammalati e tutti i cittadini non automuniti. Il dislocamento ha dapprima provocato una progressiva riduzione della presenza di alcune visite specialistiche sino alla completa assenza.

    L’aspetto più sconcertante è rappresentato dal CUP, nonostante le piattaforme digitali, che teoricamente avrebbero potuto agevolarne le prenotazioni. Ebbene come un cane che si morde la coda, esse rappresentano il reale calvario dei cittadini, “costretti” ad attendere sino a 12 mesi per ottenere un consulto medico specialistico. Certo qualcuno potrebbe obbiettare che con l’utilizzo dell’applicazione Campania in Salute, si potrebbero ridurre i tempi con la prima disponibilità in una differente location, magari attendendo la primavera per una gita a Procida o Ischia. Il risultato provocato è di semplice comprensione, avvalersi di una prestazione privata o in intramoenia con una cospicua e non per tutti disponibile elargizione di danaro proprio. Non resta che sperare che il nuovo Distretto Sanitario previsto sul territorio possa donare nuovamente dignità alla popolazione. Ed intanto la civiltà di una società democratica diviene sempre più una chimera.

  • Quarto: “Galleria Spinelli” sequestro preventivo per grave inquinamento ambientale

    Quarto, 17 gennaio 2025

    Nell’ambito di una indagine della Procura della Repubblica, delegata ai Carabinieri del NOE di Napoli, in collaborazione con l’ARPA Campania, è stato decretato il sequestro preventivo del collettore fognario denominato “Galleria Spinelli”. Tale indagine ha portato alla luce uno scenario di grave inquinamento ambientale.

    Una decennale mancata pianificazione di opere di manutenzione delle infrastrutture deputate al collettamento delle acque reflue del Comune di Quarto, ha determinato la fuoriuscita dei reflui fognari e la tracimazione degli stessi all’interno del “Canale di Quarto” che confluisce in mare.

    Nello specifico le analisi chimiche microbiologiche effettuate dall’ARPA Campania hanno rilevato la presenza di un grave inquinamento microbiologico fecale, con una concentrazione di Escherichia Coli 250 volte superiori ai limiti di legge. I saggi effettuati attestano una tossicità tale da compromettere le matrici ambientali. Le investigazioni hanno documentato la sussistenza di una condotta abusiva di uno scarico non autorizzato di liquami nel “Canale di Quarto” perpetrato negli anni, compromettendo e deteriorando il corpo idrico ricettivo.

    Il GIP presso il Tribunale di Napoli Nord, come richiesto dalla Procura della Repubblica, ha nominato un amministratore giudiziario al quale affidare l’attività di gestione della “Galleria Spinelli”, con il Comune di Quarto e la Regione Campania, allo scopo di porre in essere gli interventi di manutenzione necessari al regolare flusso dei reflui, dalla Galleria Spinelli al Depuratore di Cuma.

  • Ambiente: Cementificazione e dissesto idrogeologico, i risvolti di gestioni scellerate.

    Quarto, 14 gennaio 2025

    La tutela dell’ambiente non è più una tematica procrastinabile dalle amministrazioni e dalla politica. Per comprendere gli enormi rischi ai quali sono sottoposti i cittadini, bisogna analizzare con attenzione i fenomeni naturali di estreme siccità e bombe d’acqua acuiti notevolmente dalla mano disattenta dell’uomo minando il complesso equilibrio dell’intero pianeta.

    Il dissesto idrogeologico fonda le proprie radici in una estrema cementificazione, per lo più selvaggia, riducendo enormemente la permeabilità del suolo, rendendolo estremamente suscettibile a frane ed alluvioni e ad un disboscamento intensivo, provocando enormi danni alle morfologie dei territori stessi.

    La provincia di Napoli detiene l’infausto primato di rischio idrogeologico sulla base della popolazione residente. Quindi siamo difronte ad una problematica sistemica e non solo ambientale che mina la sicurezza di intere comunità. La ricerca di profitti economici non tiene conto dell’inestimabile valore del suolo, esso rappresenta la riserva di più della metà di tutta la biodiversità terrestre, nonché il 95% del cibo che mangiamo. Dal punto di vista chimico contiene più carbonio di tutte le piante e dell’atmosfera messi insieme. Nonostante questi dati inconfutabili, viene continuamente sfruttato, abusato, impermeabilizzato ed inquinato, segno di una civiltà messa da parte.

    Arriviamo così all’altro punto dolente ed inaccettabile del disboscamento seriale a discapito di massicce colate di cemento. Per i meno informati, gli alberi rappresentano una presenza imprescindibile per la vita delle popolazioni e degli animali ed una barriera naturale alla pericolosità dell’acqua. Insieme al suolo costituiscono gli unici elementi in grado di contrastare il riscaldamento globale.

    La Comunità Europea ha adottato la “risoluzione” sulla protezione del suolo in Europa, chiedendo un quadro giuridico per affrontare tale minaccia.

    Vi chiederete cosa accade nel nostro “Bel Paese”, intanto perdiamo ogni minuto 100 mq di terreno, 21mila km quadrati, il 7% dell’intero territorio. In pratica in Italia cresce più il cemento che La popolazione. Nonostante la Giornata Mondiale del suolo ed il focus sui cambiamenti del Green Deal, con la lentezza che contraddistingue la burocrazia nostrana, i progetti ed i tentativi di produrre una legge nazionale restano al palo. Eppure una pallida speranza si era generata con l’approvazione della Camera dei Deputati nel 2016 di un disegno di legge per lo stop totale al consumo del suolo entro il 2050. L’obiettivo era raggiungere gradualmente la quota zero mq, scelta coerente con gli impegni presi alla Cop 21 di Parigi, ma come troppo spesso accade la legge non è mai stata approvata. L’informazione libera e costante rappresentano l’unico strumento a disposizione dei cittadini a mobilitarsi per la salvaguardia del futuro per le nuove generazioni.

  • Politica: Cittadini sempre più disinteressati, le ragioni di un fallimento.

    Quarto, 12 gennaio 2025

    La politica non è più di interesse pubblico, questo è quanto traspare dai commenti di tanti cittadini. Cosa o chi ha provocato questo scollamento tra amministrazioni e comunità. La storia insegna e ci ricorda che sino a qualche decade fa, la partecipazione alle vicissitudini dei territori, rappresentavano una priorità, un senso civico e di appartenenza. Le tematiche venivano discusse ed affrontate nelle “famose” sezioni di partito, dove la base aveva una valenza politica tale da indirizzare le linee politiche. Erano un luogo di incontri e a volte scontri verbali, un perfetto meltin pot di società. Operai, disoccupati e professionisti possedevano la medesima dignità, e libertà di espressione.

    Qualcosa di inusuale si intravedeva all’orizzonte, figure e personaggi irrompevano sulla scena, rompendo di fatto il “patto sociale” e la partecipazione democratica, lottizzando a colpi di tessere le segreterie e allontanando di fatto gli elementi di disturbo. Da allora ad una velocità senza eguali, la politica assume una dimensione ad personam ed oligarchica tale da cancellare con un colpo di spugna, anni di battaglie a tutela dei diritti di tutti. Il politico non rappresenta più un esponente della società civile, bensì una “scelta” di sponsor e lobby. Il contraddittorio diviene anacronistico, la competenza superflua e il consenso una ossessione.

    Il vis a’ vis viene rimpiazzato da una costante e a volte stucchevole presenza social. Si è vittime di una perenne campagna elettorale che non lascia spazio a nessun altro che non sia parte dell’ ingranaggio ben oliato del compiacimento. l’ordinario diviene straordinario, spot ed iniziative al limite della decenza, sperperano danaro pubblico.

    Le vittime di questo sistema di illegalità morale, sono i cittadini, privati della dignità, dei servizi essenziali e della partecipazione. Il progresso così inteso non è altro che una forma di regresso sociale.

  • Quarto: Gibellina (TP) è la prima Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026

    Quarto, 07 gennaio 2024

    Il 15 aprile 2024, la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura lanciò il bando per la designazione della prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. Una iniziativa nata per incoraggiare e sostenere le capacità progettuali nel promuovere e valorizzare l’arte, finanziando progetti culturali e riqualificazioni di aree dedicate alla fruizione dell’arte stessa.

    Ebbene dopo aver appreso con soddisfazione della partecipazione della nostra cittadina al bando nazionale, in un afoso 04 agosto 2024,( 23 cittadine italiane candidate) attraverso una fugace apparizione social del Presidente della Commissione Cultura, senza dovizia di particolari a parte menzionare i curatori del progetto per la nostra comunità, da allora nulla più e’ stato portato a conoscenza della popolazione.

    La cronaca riporta che una giuria composta da 5 esperti indipendenti, ha dapprima decretato le finaliste ed il giorno 31 ottobre 2024 ha proclamato il comune di Gibellina come prima Capitale italiana dell’Arte contemporanea per l’anno 2026 con il progetto “Portami il futuro”. Un plauso alla cittadina siciliana simbolo di rinascita dalla devastazione del terremoto del ‘68 a Capitale dell’Arte Contemporanea. Un piccolo centro di 4.000 abitanti modello di cultura e arte come funzione sociale.

  • Quarto: La Fescina, un patrimonio da difendere

    Quarto, 02 gennaio 2025

    Il più conosciuto sito archeologico del territorio quartese resta inaccessibile ai cittadini. Una ferita aperta per coloro che hanno riportato in auge un monumento unico risalente al I secolo dopo Cristo.

    Per comprendere con chiarezza la vicenda, bisogno ritornare qualche anno addietro, nell’ormai lontano 2020.

    Promotrici dell’iniziativa di valorizzazione, l’associazione Anteas Amici dei Campi Flegrei del presidente Alfonso Coppola ed Archeo Flegreo in sinergia con il comune di Quarto per aderire al progetto “I luoghi del cuore”, campagna promossa dal Fai (fondo ambiente italiano), progetto autorizzato dalla Soprintendenza archeologica, Belle Arti e Paesaggio.

    Da allora, con una determinazione e tenacia senza precedenti, i componenti dell’associazione e dei collaboratori che hanno sposato l’iniziativa, hanno messo in campo, tempo, energie e passione, coinvolgendo la cittadinanza ad una raccolta firme sull’intero territorio. In un periodo storicamente drammatico causato dalla pandemia Covid, con tanto di mascherine e gel igienizzanti il percorso non ha conosciuto soste.

    Ebbene questo impegno ha portato a risultati impensabili dai più, ed invece ciò che sembrava una chimera si è rivelata una straordinaria affermazione per la poco considerata Fescina. Primo monumento in Campania e trentaquattresimo in Italia. Ciò ha prodotto l’ottenimento di un contributo economico per i preliminari lavori di manutenzione e restauro.

    Prendono vita una serie infinita di visite ed iniziative, Quarto rientra a giusto titolo in un contesto culturale nazionale, acquisendo lustro e visibilità fino ad allora sconosciute.

    Il professore Mimmo Tiseo, anima pulsante dell’associazione e profondo conoscitore della storia dei nostri territori, intraprende un viaggio di formazione e lezioni con i giovani e le scolaresche per creare nuovi Cicerone, capaci di promuovere autonomamente la diffusione delle conoscenze acquisite.

    Tutto sembrava procedere nella corretta direzione, quella di un indotto turistico e culturale ma come nel peggiore degli incubi, qualcosa si inceppa ed interrompe il sogno. il sito archeologico in comodato d’uso al comune viene dichiarato inagibile dalla Soprintendenza a causa del trascinamento del terreno dovuto all’acqua piovana, producendo fango e occludendo l’ingresso dell’ipogeo.

    Ad oggi nonostante le continue sollecitazioni da parte di Anteas Amici dei Campi Flegrei, di lavori di restauro, scavi, messa in sicurezza, pulizia, illuminazione, recinzione e adeguamento dell’ingresso per i diversamente abili alla Soprintendenza ed al comune di Quarto, e’ tutto fermo, cristallizzato nei ricordi degli ultimi visitatori.

    Attualmente la Fescina giace in uno stato di totale abbandono tra erbacce fango e rifiuti, necessitano interventi repentini prima che la storia la ricollocherà nell’oblio dell’archeologia.

  • Quarto: Notte da incubo per animali ed anziani, disattesa ordinanza di divieto fuochi

    Quarto, 01 gennaio 2025

    Tutto cambia per non cambiare nulla, questo è la sintesi di una notte di ordinaria follia. L’ordinanza di divieto dei fuochi emessa dal Sindaco Sabino, non ha sortito gli effetti sperati, bombe e petardi si sono susseguiti senza tregua fino a notte fonda. La totale mancanza di controlli ha agevolato notevolmente il liberi tutti dei trasgressori.

    In pieno giorno sono ancora evidenti sull’intero territorio le tracce di una usanza che non ha nulla di civile. I paragoni con i comuni limitrofi si sprecano, festa, musica e brindisi nelle piazze affollate da tanti giovani, ordinanze rispettate e diritti tutelati. Proprio questi ultimi sono stati calpestati, la denuncia degli animalisti ed ambientalisti di Quarto, che devono fare i conti con sparizioni, malanni e morti, nell’indifferenza generale.

    La mobilità notturna è stata una vera odissea per tante famiglie che rientravano nelle proprie abitazioni zolfo, nebbia e fumo hanno prodotto una visibilità insufficiente, nonché ingorghi e pericoli a persone ed autovetture.

    Siamo sicuri che i festeggiamenti facciano rima con i botti? La strada da percorrere per una convivenza civile è ancora lunga…

  • Quarto: Sindaco Sabino emette ordinanza divieto fuochi, associazioni e volontari , un segnale di civiltà.

    Quarto, 31 dicembre 2024

    La cittadinanza quartese accoglie con piacere, l’ordinanza odierna emessa dal Sindaco Sabino di divieto di utilizzo di fuochi, petardi, botti, razzi e simili artifici pirotecnici per la notte di San Silvestro, pena ammenda amministrativa pecuniaria.

    Le associazioni Oasi Felina e Oasi Verde Flegreo, promotrici di una petizione popolare di divieto assoluto e permanente di divieto di utilizzo di fuochi, botti, petardi e similari, esprimono compiacimento per questo primo passo nella direzione di una tutela e rispetto degli animali, dell’ambiente e della salute pubblica.

    Il 04 dicembre è iniziata una campagna di sensibilizzazione e raccolta firme tra i cittadini, che ha portato a ben 608 firme protocollate in appena due settimane. L’obiettivo resta quello di regolamentare l’utilizzo dei fuochi durante l’intero anno, proponendo alternative ecosostenibili presenti sul mercato, che possano far coesistere le esigenze commerciali e di festeggiamenti con la difesa dei diritti di ogni essere vivente. Il regolamento comunale all’art. 14 Petizioni, prevede che essa venga inoltrata al Sindaco, se sottoscritta da almeno 500 (cinquecento) persone, l’organo competente deve pronunciarsi in merito entro 30 (trenta) giorni dal ricevimento. Il contenuto della decisione dell’organo competente, unitamente al testo della petizione, verrà pubblicizzato mediante affissione negli spazi appositi e comunque in modo tale da permetterne la conoscenza a tutti i firmatari che risiedano nel territorio del comune.

    Un primo significativo passo verso una uniformità di regolamentazione tra i comuni flegrei è stato raggiunto grazie alla ordinanza del Sindaco Sabino. Tanto si otterrà con la collaborazione dei cittadini nel dimostrare rispetto e senso civico.