Autore: Ettore Corrado

  • Bacoli: Chiesa di Sant’Anna Gesù e Maria, tra arte ed eccellenze.

    Dall’incantevole cornice della Parrocchia di Sant’Anna a Bacoli, nel giorno di Santo Stefano è partito un corteo in abiti storici, guidato da Don Alfonso Farina.

    Un evento suggestivo che ha visto sfilare i protagonisti nel centro cittadino con la successiva creazione in parrocchia di “Tableaux Vivants” ovvero quadri viventi.

    Sociologo ed Artista Internazionale, Prof. Antonio Ciraci

    La manifestazione è stata impreziosita dalla presenza e dalla creazione di un opera del Prof. Antonio Ciraci, artista di fama internazionale.

    Bacoli rappresenta il punto di riferimento per la cultura flegrea e campana, un polo di attrazione per artisti, con la A maiuscola che trovano un contesto ideale per esprimere il proprio talento.

    La parrocchia di Sant’Anna Gesù e Maria ha ospitato dal 28 novembre al 21 dicembre 2025 nell’ambito di un ricco calendario,la mostra Viae Salutis, con la partecipazione di 16 artisti sul tema sacro.

    La kermesse artistica dal forte richiamo spirituale, richiama alla mente le parole di Papa Francesco, “l’arte e la bellezza fanno bene alla vita, creando comunità ed un forte legame tra passato, presente e futuro, attraendo nel medesimo luogo persone diverse con lo sguardo verso popoli distanti”.

    Un messaggio chiaro di quanto l’arte comunichi attraverso le opere L’interiorità dell’essere umano e racconti il cambiamento dei tempi.

    Un modello di società migliore passa attraverso la cultura, essa rende gli uomini liberi fornendo gli strumenti per un pensiero critico, per dialogare e difendere i diritti, impedendo di cadere nel “pensiero unico” del conformismo.

    Passo dopo passo Bacoli aggiunge ulteriori tasselli per ergersi a Capitale Italiana della Cultura 2028.

  • 31 dicembre tra botti, circhi e quell’assenza di civiltà.

    Ogni anno con l’approssimarsi della notte di San Silvestro, arrivano le raccomandazioni di medici, ambientalisti ed animalisti, preoccupati per i gravi danni provocati dai fuochi.

    È doverosa una riflessione da parte di tutte le parti in causa sulle ripercussioni di una tradizione che rappresenta l’incoerenza di una società lontana dai modelli di civiltà.

    Inquinamento

    Il primo aspetto da valutare è l’enorme impatto sull’inquinamento acustico e dell’aria. Per coloro che ancora non sono convinti dell’estrema pericolosità dei fuochi, sottolineo i dati dell’ARPAC Campania che ogni anno registra una quantità di polveri sottili superiori alla media di ben 21 volte.

    Queste particelle con la sola inalazione irrita polmoni, provoca danni all’apparato respiratorio, asma, aumenta il rischio di ictus, infarti e tumori polmonari, in soggetti più fragili quali donne in gravidanza, bambini ed anziani.

    Se non bastasse l’aria è piena di sostanze altamente inquinanti, quali anidride solforosa, anidride carbonica e monossido di carbonio con l’aggiunta di metalli pesanti come rame, potassio, cromo, vanadio, stronzio depositandosi sui terreni.

    Il Sima (società italiana di medicina ambientale) ha rilevato che nella notte di Capodanno, l’aumento di inquinamento è paragonabile ad un ora di fonderia, ovvero il + 1.900% rispetto ai valori limite.

    Ambiente

    Oltre alle alte possibilità di incendi, tutte le sostanze si vanno a depositare nel suolo e nelle acque di mari, laghi e fiumi, determinandone un abbassamento della qualità nel tempo. Ed ai rifiuti di plastica e cartone non avete pensato? Circa 6 tonnellate difficilmente differenziabili.

    Animali

    Considerando il rumore dei botti, essi possono raggiungere i 150 decibel, un livello di gran lunga superiore alla soglia di sopportazione di molti animali, che decedono per infarti dovuti alla paura, uccelli che presi dal panico volano alla cieca per chilometri per poi trovare la morte sbattendo in un muro o su cavi elettrici.

    Senza dimenticare delle centinaia di colonie di gatti randagi dei territori e dei rifugi di animali gestiti da associazioni e volontari instancabili, per quale motivo dovrebbero vedere sfumare un lavoro l’impegno quotidiano subendo la perdita dei propri pelosetti.

    Cosa aggiungere in questo periodo di festività di circhi che sfruttano gli animali per spettacoli indecorosi e altamente disinformativi per i più giovani, facendo credere erroneamente che gli animali siano merce per qualche ora di svago e non essere senzienti. La cultura non contempla queste attività sadiche ma nell’ambito circense si potrebbe optare per artisti e professionisti che intrattengono i bambini con mirabolanti piroette ed esibizioni.

    Ospedali

    Essi divengono nella notte della follia collettiva, campi di battaglia con centinaia di persone mutilate, mani, dita e vista perdute per una sorta di autolesionismo declinato a divertimento.

    Società

    La sensibilizzazione per tali temi da parte delle istituzioni, con provvedimenti restrittivi e con controlli serrati nei giorni precedenti e durante la notte, rappresenterebbero un deterrente per i cittadini incivili, impegnati ad acquistare fuochi e ordigni illegali da bancarelle in vista alle forze dell’ordine.

    Conclusioni

    Un Brindisi collettivo con amici e parenti con spettacoli ecosostenibili e silenziosi finanziati dai corposi calendari di eventi, restituirebbero un senso di aggregazione senza alcun rischio, per famiglie, bambini, ambiente ed animali, la tutela delle proprie comunità costituirebbe anch’esso un esempio di legalità.

  • Bacoli: Spiaggia libera, una conquista per l’intera cittadinanza.

    “È la madre di tutte le battaglie. Ci riprendiamo le spiagge di Bacoli: per restituirle a tutti. Ci riprendiamo il mare negato. Perché non se ne poteva più.”

    Le dichiarazioni di un raggiante Primo Cittadino di Bacoli, Josi Della Ragione, dopo aver affisso i cartelli SPIAGGIA LIBERA.

    Una battaglia di civiltà vinta, ed un simbolo di libertà, un impegno preso e rispettato con i concittadini. Lo slogan un passo per volta, si arricchisce di un nuovo obiettivo realizzato, nella visione politica del fare e bene.

    L’intraprendenza mostrata dall’amministrazione nell’affrontare temi fondamentali, risponde con i fatti ai detrattori, sempre pronti a puntare il dito. Di vero c’è una cittadina che continua a cambiare volto, grazie ad una visione lungimirante che pone Bacoli tra i comuni modello e virtuosi, non solo dell’area flegrea.

    Il Sindaco tira dritto come un treno e con le iniziative volte alla vivibilità e alla valorizzazione dell’immenso potenziale culturale, storico e paesaggistico.

    Tassello dopo tassello conferiscono a Bacoli la legittimità di ambire a divenire Capitale della Cultura 2028.

  • Quarto: Casa Mehari ospita Pietro Perone, autore di Giancarlo Siani “Terra Nemica”

    Non poteva che essere un giornalista de Il Mattino, di quell’epoca, Pietro Perone, a raccontare con dovizia di particolari e di ricostruzioni storiche, la vita del giornalista giornalista, Giancarlo Siani.

    La presentazione presso Casa Mehari, un bene confiscato a quella camorra che dominava a pochi passi di distanza negli anni ottanta.

    Dr. Nello Mazzone, Giornalista

    Un bene riconsegnato alla comunità come ricordava il giornalista e moderatore dell’evento Nello Mazzone, funzionario del Patrimonio del Comune di Quarto, “non è sufficiente confiscare beni alla criminalità organizzata, bisogna donargli vita e dignità restituendoli ai cittadini”.

    Avv. Antonio Sabino, Sindaco di Quarto

    “Abbiamo onorato il grande lavoro delle Forze dell’Ordine, ben 75 beni sottratti alla criminalità, sono divenuti una risorsa dal punto di vista sociale ed economico, venendo incontro alle richieste dei cittadini”.

    Le dichiarazioni del Primo Cittadino come preludio alla presentazione del libro di Perone.

    Pietro Perone, Caporedattore de Il Mattino di Napoli

    Con una evidente partecipazione emotiva, l’autore di Giancarlo Siani Terra Nemica, ha ricostruito la verità storica sull’omicidio Siani, “Giancarlo era un ragazzo di soli 26 anni che amava la propria professione e che a differenza di tanti altri colleghi esperti, non si limitava a raccontare i fatti, di una Napoli insanguinata da guerre tra i clan, ma voleva ricostruirne le dinamiche, le commistioni tra politica e criminalità, vivendo il giornalismo con passione e come forma di riscatto sociale per una città sotto scacco della camorra.

    La ragione principale che mi ha spinto a scrivere questo libro è stata dettata dalle falsità che persino in redazione arrivavano dopo la morte di Giancarlo, fantasticando su presunte relazioni amorose con donne affiliate ai clan. Ci sono voluti ben otto anni per accertare la verità giudiziaria, dei mandanti e degli esecutori materiali, che dopo avere messo fine alla vita di un giovane nel covo dei Nuvoletta hanno brindato a quello che reputavano una risoluzione di un problema.

    Giancarlo è stato lasciato colpevolmente solo e l’unico modo per onorarne la memoria è quello di tenerlo vivo con le azioni, e continuare a dare fastidio.

    Ottavio Lucarelli, Pres. Ordine Giornalisti Campania

    Il Presidente Ottavio Lucarelli, ha sottolineato l’importanza di fare bene ognuno il proprio dovere e di quanto il giornalismo di inchiesta di Giancarlo rappresenti la modernità.

    Ciro Biondi, Giornalista e Direttore di Radio Mehari

    Ciro Biondi, ha evidenziato il grande lavoro svolto dall’amministrazione, dimostrando con la propria competenza, quanto un bene confiscato come Casa Mehari, possa rappresentare un punto di riferimento culturale dell’intera area Flegrea.

    L’evento ha visto come protagonisti tanti studenti dell’Istituto Rita Levi Montalcini, il Consigliere Regionale Massimiliano Manfredi, il giornalista Ferdinando Bocchetti, l’associazione di casa La Bottega dei Semplici Pensierini, Mariolina Trapanese, Arturo Delogu cuore pulsante delle attività culturali, il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni De Vivo, l’Assessore alle Politiche Sociali Raffaella De Vivo, il giornalista di Radio Mehari Salvatore Basile, e tanti esponenti dell’amministrazione Sabino.

    Fino a quando ci si volterà dalla parte sbagliata la Terra rimarrà Nemica.

  • Politica: Corruzione e clientelismo le uniche industrie in crescita.

    Il bel paese procede spedito nella direzione dell’illegalità, lo conferma il raddoppiamento delle inchieste rispetto al 2024.

    Questo dato sconfortante per molti cittadini estranei alle logiche di palazzo certifica le commistioni tra imprenditoria, politica e mafie. Tuttocio’ che oggi rappresenta business viene spudoratamente gestito in maniera clientelare e spesso criminale.

    Il sistema tangentopoli che decapito’ una intera era politica, ha lasciato spazio ad una generazione di affaristi di basso livello che proseguono con modalità differenti ad intascare mazzette e ad elargire “piaceri”.

    Spartizioni di poltrone e poteri pre e post elezioni continuano a disamorare gli elettori sempre meno partecipi, rassegnati all’inutilità di recarsi alle urne.

    Il bello salverà il mondo, una bellissima ma utopistica idea di coloro che vorrebbero sovvertire lo stato delle cose da un male inguaribile insito nella maggioranza degli esseri umani, ovvero la bramosia di denaro e potere, l’appartenenza a egemonie sommerse che tirano le fila della finanza e delle politiche mondiali.

    Oggi la cultura è divenuto uno specchietto per le allodole, anch’essa vittima delle logiche partitiche ed imprenditoriali, per buona pace di chi deve elemosinare spazi per la creatività e la diffusione della cultura.

    Gli unici e ultimi baluardi di un cambiamento restano le nuove generazioni, nonostante il tentativo in gran parte riuscito di annacquarne le pretese attraverso un sistematico bombardamento social e mediatico, propinando un modello di società perfetto, superficiale e dequalificato.

    Senza dover fare un lungo viaggio a ritroso nella storia, attendo che qualcuno con dati alla mano, dimostri la crescita, i benefici, la vivibilità di oggi al cospetto di 40 anni fa, se la globalizzazione abbia avuto un impatto positivo sul mondo in termini economici ed ambientali e se la politica rappresenti ancora uno strumento di partecipazione e di rappresentazione dei cittadini.

  • Regionali: Roberto Fico stravince, primo il partito dell’astensione.

    A poco più di 24 ore dal risultato definitivo dello scrutinio per la ambita Regione Campania, per una corretta analisi politica non si può prescindere dai numeri.

    Roberto Fico, Presidente della Regione Campania

    Gli elettori campani hanno premiato con un larghissimo margine il candidato del campo largo, Roberto Fico, quale successore di dieci anni di amministrazione De Luca.

    I numeri hanno decretato una vittoria schiacciante per il centrosinistra, radicato maggiormente nel tessuto soprattutto napoletano, con una eredità importante di voti e consensi.

    Il Partito Democratico si conferma di gran lunga la forza trainante dell’intera coalizione attestandosi al 18,41% equivalenti ad oltre 370 mila voti con 10 seggi in consiglio regionale. Un risultato di portata unica, che supera come raramente accade il partito di appartenenza del Presidente eletto.

    I risultati delle altre compagini della coalizione erano ampiamente preventivati con il M5S seconda forza al 9,12% con 5 seggi, la lista A Testa Alta con un ottimo 8,34% e 4 seggi, Avanti Campania, Roberto Fico Presidente e Casa Riformista 3 seggi, AVS e Mastella 2 seggi.

    Candidato centrodestra, Edmondo Cirielli

    Per il centrodestra una sconfitta interiormente preventivata, dettata in parte dalla tardiva scelta del candidato (non scevra da frizioni) e dalla mancanza di contenuti reali da proporre come alternativa.

    In merito alla composizione del consiglio regionale e alla ripartizione dei seggi, Fratelli di Italia con una percentuale dell’ 11,93% acquisisce 6 seggi come Forza Italia, 3 seggi alla Lega e 2 seggi alla lista Cirielli Presidente.

    Elenco consiglieri eletti

    Al di là dei numeri, questa tornata elettorale lascia il retrogusto amaro dell’incompletezza e della parzialità che non delegittimano la vittoria del centrosinistra ma che certificano la gravità della costante e crescente ascesa del partito dell’astensione sempre più disaffezionato alle vicende politiche. Oltre il 55% dei campani ha preferito non recarsi alle urne nonostante il voto rappresenti un diritto sancito dalla costituzione, segnale inequivocabile delle responsabilità politiche dei protagonisti dei partiti a livello locale e nazionale.

    La mancanza di credibilità ha minato pesantemente la fiducia degli elettori, delegando a pochi il proprio futuro, rassegnati alla inutilità del voto poiché nulla cambierebbe le sorti delle popolazioni, particolarmente in un meridione storicamente bistrattato.

    Gli slogan, i condoni, gli aumenti delle pensioni minime da un lato e la disomogeneità di vedute e di politiche dall’altro hanno inaridito maggiormente la volontà di partecipazione.

    I cambiamenti rappresentano percorsi lunghi e tortuosi che non possono prescindere da un rinnovamento della classe politica, da una ritrovata passione per i temi e per i tempi che corrono e soprattutto dalla consapevolezza che non è più sufficiente essere esclusivamente degli amministratori di comunità, riportando in auge la funzione sociale ed aggregativa dei partiti, vivendo e confrontandosi con le persone comuni, associazioni, volontari, giovani ed anziani.

  • Regionali: Cresce il partito dell’astensione, cala la qualità del dibattito politico.

    A poco più di una settimana dal voto per il rinnovo del Consiglio della Regione Campania, i vincitori dichiarati sembrano essere gli appartenenti al partito dell’astensione, ovvero il 50% circa dei cittadini campani disaffezionati dalle vicende politiche che governeranno la Regione per i prossimi 5 anni.

    La domanda da porsi sarebbe, quanto pesino i demeriti delle coalizioni e quanto la popolazione sia incapace di esercitare un proprio diritto.

    Sta di fatto che per quanto possano valere i numeri, fondamentali per la corsa a Palazzo Santa Lucia, non possono passare inosservati i cori da stadio “chi non salta è comunista” regalando ai cittadini campani sceneggiate fuori luogo per una elezione di tale importanza, da esponenti del Governo nazionale.

    Ciò che preoccupa sono le ricette per sollevare una Regione afflitta da mille problemi, ovvero un ritorno ad un ritornello trito e ritrito riguardante i condoni, l’aumento delle pensioni minime (alias abolizione legge Fornero) e occupazione, (si attende la promessa di un milione di posti di lavoro).

    Ma siamo nel 2025 e non negli anni ‘90 e non si ha la percezione che queste politiche siano realmente connesse alla società ed ai tempi che corrono.

    Qualcuno potrebbe dissentire in virtù del consenso del centrodestra e quindi addurre che gli italiani apprezzano le politiche adottate, ma non è in discussione la legittimità sancita democraticamente da libere elezioni, ma una visione di futuro diversa soprattutto nel Meridione, dove ogni settore deve faticare più del dovuto per emergere, dove i servizi per i cittadini latitano e i giovani vedono nell’ emigrazione non più nel settentrione bensì fuori dai confini nazionali l’unica possibilità di realizzazione professionale.

    Il campo largo non è di certo scevro da incompatibilità politiche tra le varie anime, soprattutto considerando il plausibile avvicendamento a Governatore tra De Luca e Fico, che in questi ultimi anni hanno avuto idee se non diametralmente opposte di certo non affini al modo di intendere l’amministrare una Regione così complessa come quella campana.

    Ed ecco la reale motivazione di sfiducia degli elettori, scegliere se essere governati assecondando una continuità delle politiche nazionali, restrittive, inique e divisive oppure dare fiducia ad una compagine che dovrebbe continuare nel solco di quanto prodotto dal Presidente uscente, con l’aggravante di una coalizione estremamente eterogenea su temi fondamentali quali l’acqua pubblica, il termovalorizzatore, trasporti e sanità.

    La discriminante potrebbe essere la valutazione sull’autonomia differenziata che avrebbe acuito definitivamente le distanze tra due Italia, un settentrione produttivo e con maggiori fondi ed un meridione sempre più delegato ai margini.

    Con tali premesse viene in soccorso al discorso un famoso libro di raccolte di 60 temi di bambini napoletani scritto nel 1990 dal Maestro Marcello D’Orta, “Io speriamo che me la cavo” e che insieme a quei piccoli alunni di una scuola elementare di Arzano, se la cavino anche tutti i cittadini campani.

  • Bacoli: Polo sportivo nel Parco della Quarantena.

    Il presidente del CONI, Luciano Bonfiglio, ricevuto dal Sindaco Josi Della Ragione, per realizzare un polo di sport d’acqua affacciati sul Lago Fusaro.

    Un investimento per il presente ed il futuro del territorio, per formare futuri campioni olimpici, tra canottaggio, canoa ed altre discipline.

    Un progetto di rivalutazione e promozione di una area naturalistica tra le più belle d’Italia, un modello di parco pubblico virtuoso e dai forti risvolti sociali e di aggregazione.

    Un ulteriore investimento che consegnerà alla storia il lavoro dell’amministrazione targata Della Ragione, che dopo aver restituito alla cittadinanza 25.000 mq di spiagge tra Miseno e Miliscola, prosegue nel solco di una politica improntata all’ambiente.

    Il sindaco Josi Della Ragione

    Il lavoro di ammodernamento e di servizi culmina con la riapertura della nuova stazione della circumflegrea dopo una attesa di 25 anni, una struttura che rappresenta la modernità con un volto architettonico ispirato all’inestimabile patrimonio archeologico dei Campi Flegrei.

    Il lavoro prosegue con l’installazione di tabelloni di segnaletica digitale, per informare sulle condizioni climatiche, eventi sismici, lavori in corso ed eventi del territorio, arricchiti dalla realizzazione di strisce pedonali per non vedenti.

    Un ulteriore segnale di civiltà, di visione sociale e di inclusione che va a rafforzare la candidatura di Bacoli non solo come Capitale Italiana della Cultura 2028, ma anche come punta di diamante per l’intera area Flegrea.

  • Quarto: Associazione Terra Libera promuove una iniziativa itinerante per dire “Stop al femminicidio”.

    Il giorno 09 novembre alle ore 15:00 presso la Villa Comunale, si terrà una iniziativa dal forte valore sociale, attraverso gli scatti dell’artista Mina Fiore.

    Sensibilizzare l’intera comunità alla tematica dei femminicidi, divenuti tragica realtà quotidiana.

    Scarpe rosse, dettagli ed indumenti saranno al centro della manifestazione, per dare voce a coloro che subiscono nel silenzio di una società complice e dai connotati patriarcali.

    Il manifesto del Cerchio delle donne, “l’Albero e la Luna”, percorso di consapevolezza al femminile dell’Associazione Terra Libera, contribuirà’ alla riflessione, per condividere storie di donne, tra donne ed innescare la necessaria solidarietà trasformando la propria identità da una forma di debolezza ad una nuova forza.

    L’associazione di volontariato Terra Libera, eccellenza flegrea nella lotta alle dipendenze da alcol, droghe e giochi d’azzardo, accoglie tanti uomini e donne, reinserendoli nella società attraverso dei percorsi di ascolto e di attività condivise.

    Il volontariato al servizio dei più fragili, emarginati e bisognosi, rappresenta una ricchezza inestimabile per i territori, riportando la luce nelle vite di coloro che attraversavano il buio di un tunnel senza uscita.

  • Regionali: Forza Italia Giovani, Comunicato stampa congiunto di Ardemia De Gennaro e Niccolò Vittoria.

    “Mi sono sempre detta che certe cose non cambiano da sole. Serve qualcuno che ci creda, che ci metta la faccia, che abbia il coraggio di provarci.
    E se oggi sono riuscita a mettermi in gioco è anche grazie a Gianfranco Succoio, il nostro leader nonché coordinatore dei giovani di forza Italia Napoli.

    Quando Gianfranco ha istituito per le elezioni regionali 2025 la nostra cabina di regia e ha scelto me come responsabile Strategia e Comunicazione, insieme a Gabriele Costagliola, ho sentito che qualcosa stava cambiando davvero.
    Non solo per me, ma per tutti quei giovani che hanno voglia di fare, di costruire, di portare avanti i propri ideali con entusiasmo e visione.

    Far parte di questa squadra è un privilegio. È un gruppo che non si limita a partecipare: crea, propone, si sporca le mani. Siamo giovani, sì, ma non improvvisati. Siamo pieni di talento, di energia, e soprattutto di quella fame sana di cambiamento che non si spegne mai.

    Gianfranco è una guida che non ti mette in fila, ti mette in gioco. E io sono pronta. Pronta a dare il massimo, a comunicare con passione, a raccontare ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare. Perché se non ci proviamo noi, chi lo farà?

    Grazie per questa opportunità.
    È solo l’inizio, ma già sento che sarà solo l’inizio di qualcosa di grande che potremo raccontare con orgoglio ed entusiasmo”.

    Dello stesso tenore le parole di Niccolò Vittoria: “Accolgo con grande entusiasmo la nomina a supporto operativo della Cabina di Regia, incarico fortemente promosso dal Vice Coordinatore regionale di Forza Italia Napoli, Gianfranco Succoio.
    Questo nuovo organismo rappresenta un’occasione concreta per trasformare la partecipazione politica in azione sul campo, in sinergia con la campagna elettorale per la Regione Campania.

    La Cabina di Regia nasce con l’obiettivo di offrire ai giovani di Forza Italia un percorso di crescita reale, che permetta di conoscere da vicino i territori, contribuire con idee e proposte e preparare la classe dirigente del futuro.

    Affronterò questo ruolo con dedizione, spirito di squadra e senso di responsabilità, convinto che, attraverso la collaborazione e il contributo di ciascun giovane impegnato nel progetto, potremo dare un segnale forte di competenza e partecipazione al nostro partito.

    Desidero rivolgere un sincero ringraziamento a Gianfranco Succoio per la fiducia accordata e all’On. Fulvio Martusciello per la costante attenzione e il sostegno che dimostra nei confronti delle nuove generazioni e della giovanile azzurra”.