Autore: Ettore Corrado

  • Politica: Vannacci lascia la Lega e fonda Futuro Nazionale.

    Lo strappo era nell’aria, per un uomo abituato al comando e per le diversità di vedute su immigrazione e politica estera.

    E così dopo una parentesi nel carroccio, inizia il percorso solitario del Generale Vannacci. La leadership era solo una questione temporanea, 500.000 mila voti di preferenze, europarlamentare, il “Mondo al contrario” per crearsi una visibilità ed esternare le proprie idee senza filtri.

    Matteo Salvini non la prende benissimo, tirando in ballo onore, disciplina e lealtà, ma ciò che intimamente teme è la ripercussione in termini di consensi che Vannacci possa sottrarre alla Lega e al centrodestra.

    L’addio non è stato di quelli da pacca sulla spalla, tutt’altro toni accesi tra i due che sembrano essere solo alla prima puntata di una querelle che avrà ulteriori strascichi.

    Vannacci tira dritto per la sua strada “inseguo un sogno e vado lontano, il mio impegno è per cambiare l’Italia”.

    Non risparmiando stoccate ai suoi ex alleati “continuerò a combattere per la patria, stando lontano da impicci, compromessi e inciuci”.

    Una chiara accusa al modus operandi della Lega, che cerca di minimizzarne l’uscita tacciandolo per un elemento esterno ai propri valori.

    I sondaggi appresa la notizia si sono sguinzagliati alla ricerca di dati e consensi per una eventuale partecipazione alle prossime elezioni attestando Futuro Nazionale al 3%.

    Il Generale Vannacci ha spesso destato perplessità per dichiarazioni su temi quali l’omosessualità, il concetto di famiglia e sugli italiani naturalizzati ma il suo modo di essere divisivo in questo momento storico sembra possedere un appeal tra gli elettori.

    La partita è appena iniziata, la sensazione è che lo scenario politico nel centrodestra possa accusare il colpo e provocare cambiamenti.

    Ogni scenario futuro è possibile, sempre più nella direzione della polarizzazione tra sinistra e destra, infiammando maggiormente il dibattito pubblico.

    Di certo la discesa in campo solitaria di Vannacci dimostra la sua incompatibilità con le politiche dell’attuale Governo.

  • Pd: Nocera ritira candidatura, Dinacci unico nome in campo per la segreteria provinciale.

    In nome dell’unità del partito la stabiese Nora Di Nocera, abbandona la partita, lasciando campo libero alla elezione di Francesco Dinacci.

    Accolto l’invito di Piero De Luca, “l’unità del partito prima di tutto”.

    E così il gattopardismo del Pd tutto cambia perché nulla cambi ancora una volta ha la meglio su un dibattito politico democratico e partecipativo.

    Non è più un caso dopo l’elezione di De Luca jr. che i Dem abbiano sposato la logica delle spartizioni e degli accordi, sminuendo il concetto di congresso.

    Il focus non è più incentrato sui nomi peraltro rispettabilissimi, ma la concezione di politica a tavolino, dove i “poveri” attivisti e tesserati vedono sistematicamente calate dall’alto decisioni che dovrebbero appartenere alla base.

    Il campo largo, le convergenze sui temi fondamentali non possono trovare veridicità e applicazione se al proprio interno le dinamiche delle correnti non passano per un confronto con i potenziali elettori.

    D’altronde le dimissioni del Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, ne sono l’ennesima conferma, lasciando lo scettro all’ex Governatore De Luca.

    I cambiamenti sventolati dalla Segretaria Nazionale Schlein, sono falliti miseramente, oltre ai cacicchi e capibastone, si aggiungono Reucci e Figli della Gallina Bianca.

    Con tali premesse di scarsa credibilità non si intravede alcuna possibilità che l’attuale PD possa rappresentare un reale cambiamento, politico e di uomini.

    Un partito nato sulle ceneri di un partito comunista dalle chiare connotazioni politiche continua a non essere né carne né pesce una vera e propria contraddizione in termini, progressisti ma non troppo, con valori di sinistra annacquati e con una forte propensione al personalismo.

    Il Pd come Tancredi nel personaggio del Gattopardo “è necessario un cambiamento esteriore e apparente per preservare il potere e i privilegi delle classi dirigenti”.

  • Pd: Salta l’accordo tra le correnti per la segreteria provinciale campana.

    Il patto pre regionale sancito tra le correnti per la poltrona a segretario provinciale, dapprima scricchiola ed infine va in fumo, provocando altissime tensioni in casa democratici.

    Questa la motivazione dei continui rinvii, ben 4 negli ultimi due mesi. Il progetto iniziale prevedeva una candidatura unica, stile segreteria regionale, con la conversione sul nome di Francesco Dinacci.

    L’indecisione ha portato a posticipare l’orario ultimo per presentare le candidature alle 23:00. Non a caso la candidatura dello stesso Dinacci, rappresentante dell’area Schlein e’ arrivata in tarda serata, dopo l’intervento dal Nazareno di Taruffi.

    Stava per accadere l’inverosimile ovvero l’unico nominativo in ballo era quello dell’outsider stabiese, Nora Di Nocera.

    Il percorso tracciato da Roma per il sostegno a Roberto Fico, attraverso l’elezione dell’unico candidato a Segretario Regionale, Piero De Luca, non regge viste le ambizioni o meglio spartizioni dei posti dei 120 dell’assemblea.

    Inoltre la nomina di 2 rappresentanti in quota Schlein nella neo giunta Regionale hanno aggiunto benzina al fuoco. I rimpasti di Palazzo San Giacomo con un ulteriore richiesta di assessorato a favore della corrente della segretaria nazionale hanno fatto da detonatore.

    Più che diversità di vedute e anime pluraliste, si è palesato un teatrino da regolazione dei conti tra coloro che volevano rispettare gli accordi dell’estate 2025 e coloro che visto il netto spostamento verso una corrente hanno fatto pesare la propria leadership in Campania.

    Non poteva mancare il coup de theatre finale, la richiesta di una terza candidatura quella della consigliera regionale Bruna Fiola, “convinta” a desistere viste le posizioni libere da occupare nelle commissioni regionali.

    Ai candidati Dinacci e Di Nocera, toccherà trovare la quadra di un partito frammentato, sempre meno democratico e più incline alla ripartizione.

  • Bacoli: Esclusa dalle finaliste candidate a Capitale Italiana della Cultura 2028.

    Il Sindaco Josi Della Ragione

    La cittadina flegrea non è tra le finaliste come candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028.

    Un verdetto da accettare con serenità visto l’impegno profuso per portare alla ribalta nazionale l’intera aria dei Campi Flegrei.

    Eppure nell’immaginario comune Bacoli è i Campi Flegrei, in termini di cultura, di paesaggio, di storia, di capacità attrattive, dunque senza ombra di dubbio la Capitale Flegrea della Cultura.

    Le riflessioni sull’obiettivo mancato non possono non passare dall’analizzare diversi fattori legati al campanilismo, sinergie inefficaci e personalismi all’interno dei comuni flegrei.

    Stendendo un velo pietoso su coloro che hanno accolto con giubilo la notizia e taluni “giornalisti” che con la bava alla bocca non vedevano l’ora di attaccare politicamente l’amministrazione ed il suo Primo Cittadino, c’è da chiedersi cosa potrebbe rappresentare l’area flegrea in termini di occupazione, indotto economico e turistico qualora tutte le parti in causa avessero sposato la causa e remato in una unica direzione.

    Il secondo spunto di riflessione è quanto la politica ed il governo nazionale abbia pesato in questa competizione culturale vista l’appartenenza politica (9 su 10) del tutto casuali delle finaliste.

    Sollevando una inquietante politicizzazione della cultura.

    In Campania resta in gioco Mirabella Eclano (AV) comune di circa seimila anime con il progetto “L’Appia dei Popoli” nella Valle del Calore. Un borgo antico con la presenza di un Parco Archeologico, Musei di Arte Sacra e del Carro, nonché la storicità della via Appia per il commercio.

    Non ce ne vogliano gli amici irpini, legittimamente finalisti, ma ci concederanno la considerazione che Bacoli rappresenta una cornice paesaggistica, storica, archeologica e naturalistica di livello internazionale.

    Le dichiarazioni del Sindaco Della Ragione, non lasciano spazio ad equivoci “l’impegno profuso è stato totale, ma non è bastato. Alzeremo ulteriormente l’asticella e lo faremo per tutti anche per coloro che incomprensibilmente da autolesionisti hanno festeggiato per la mancata scelta di Bacoli tra le finaliste, senza considerare i risvolti positivi che una candidatura avrebbe portato al nostro territorio”.

    L’unica certezza inconfutabile resta l’incapacità di fare squadra dell’area flegrea, paragonabile alla gioia di una squadra di calcio di perdere pur di penalizzare il proprio allenatore.

    Tale comportamenti difficilmente porteranno i Campi Flegrei ad un reale sviluppo strategico, relegando i cittadini a spettatori di rimpasti, personalismi ed immobilismo politico.

  • Politica: PD, Ennesimo rinvio del congresso per l’elezione del segretario della città metropolitana.

    Si parte con un record, nuovo rinvio, il quinto per l’esattezza, per trovare la quadra nel quartier generale dei Democratici.

    L’accordo sancito nell’agosto scorso, pre elezioni regionali, vacilla ed è intrecciato con le vicende di rimpasto del Comune di Napoli.

    Un metodo consolidato di incastri e pedine che si spostano, poltrone girevoli per riproporre la logica del candidato unico. Dopo il “caso” De Luca, l’ennesimo tentativo di accasare un candidato senza passare per un contraddittorio, ma una scelta tra correntoni, correnti e contentini scelti a tavolino.

    I nomi per succedere ad Annunziata, restano Francesco Dinacci, espressione dell’area ex Articolo 1 di Roberto Speranza e Salvatore Nazzareno Pecoraro, riconducibile all’assessore al Bilancio Paolo Baretta.

    A destabilizzare il quadro, ci ha pensato l’europarlamentare Lello Topo, consapevole del peso dell’area Schlein in giunta regionale con due nomine, invocando maggiore equilibrio interno.

    Ricordiamo che tale decisione impatta sul rimpasto della giunta Manfredi, poiché il PD non esprime un assessore dalle dimissioni di Mancuso del 2023, e si aprirebbe uno spiraglio per un nuovo ribaltone.

    Sta di fatto che dí democratico nelle scelte c’è ben poco, e la ricerca di un unico uomo al comando rappresenta il fallimento della democrazia partecipativa e della pluralità di anime presenti, poiché esse più che rappresentare un dibattito interno, si spartiscono fette di potere e poltrone.

    Il segretario Schlein, esordì con “fuori cacicchi e capibastone“ per poi scenderne a patti nell’ultima tornata elettorale in Campania.

    Un tempo i partiti erano espressione dei territori e facevano parte di un tessuto sociale, oggi l’unico obiettivo è occupare le posizioni apicali pubbliche e private, la differenza è molto semplice da comprendere, per convincere gli elettori occorreva l’impegno politico quotidiano e la conoscenza delle reali difficoltà, essere al comando delle maggiori cariche pubbliche e private, permette senza il minimo sforzo di ottenere un consenso elettorale “dovuto”.

    A cosa serve creare campi larghi spesso al limite dell’ingovernabilita’ se le fila delle decisioni vengono tirate dall’alto?

    E la partecipazione? I tesserati? (Almeno quelli non occasionali) possono andare a farsi benedire, ed intanto nessuno pone il focus reale sulla disaffezione e l’astensionismo dei cittadini, perché in fondo l’oligarchia funziona così…

  • Bacoli: Chiesa di Sant’Anna Gesù e Maria, tra arte ed eccellenze.

    Dall’incantevole cornice della Parrocchia di Sant’Anna a Bacoli, nel giorno di Santo Stefano è partito un corteo in abiti storici, guidato da Don Alfonso Farina.

    Un evento suggestivo che ha visto sfilare i protagonisti nel centro cittadino con la successiva creazione in parrocchia di “Tableaux Vivants” ovvero quadri viventi.

    Sociologo ed Artista Internazionale, Prof. Antonio Ciraci

    La manifestazione è stata impreziosita dalla presenza e dalla creazione di un opera del Prof. Antonio Ciraci, artista di fama internazionale.

    Bacoli rappresenta il punto di riferimento per la cultura flegrea e campana, un polo di attrazione per artisti, con la A maiuscola che trovano un contesto ideale per esprimere il proprio talento.

    La parrocchia di Sant’Anna Gesù e Maria ha ospitato dal 28 novembre al 21 dicembre 2025 nell’ambito di un ricco calendario,la mostra Viae Salutis, con la partecipazione di 16 artisti sul tema sacro.

    La kermesse artistica dal forte richiamo spirituale, richiama alla mente le parole di Papa Francesco, “l’arte e la bellezza fanno bene alla vita, creando comunità ed un forte legame tra passato, presente e futuro, attraendo nel medesimo luogo persone diverse con lo sguardo verso popoli distanti”.

    Un messaggio chiaro di quanto l’arte comunichi attraverso le opere L’interiorità dell’essere umano e racconti il cambiamento dei tempi.

    Un modello di società migliore passa attraverso la cultura, essa rende gli uomini liberi fornendo gli strumenti per un pensiero critico, per dialogare e difendere i diritti, impedendo di cadere nel “pensiero unico” del conformismo.

    Passo dopo passo Bacoli aggiunge ulteriori tasselli per ergersi a Capitale Italiana della Cultura 2028.

  • 31 dicembre tra botti, circhi e quell’assenza di civiltà.

    Ogni anno con l’approssimarsi della notte di San Silvestro, arrivano le raccomandazioni di medici, ambientalisti ed animalisti, preoccupati per i gravi danni provocati dai fuochi.

    È doverosa una riflessione da parte di tutte le parti in causa sulle ripercussioni di una tradizione che rappresenta l’incoerenza di una società lontana dai modelli di civiltà.

    Inquinamento

    Il primo aspetto da valutare è l’enorme impatto sull’inquinamento acustico e dell’aria. Per coloro che ancora non sono convinti dell’estrema pericolosità dei fuochi, sottolineo i dati dell’ARPAC Campania che ogni anno registra una quantità di polveri sottili superiori alla media di ben 21 volte.

    Queste particelle con la sola inalazione irrita polmoni, provoca danni all’apparato respiratorio, asma, aumenta il rischio di ictus, infarti e tumori polmonari, in soggetti più fragili quali donne in gravidanza, bambini ed anziani.

    Se non bastasse l’aria è piena di sostanze altamente inquinanti, quali anidride solforosa, anidride carbonica e monossido di carbonio con l’aggiunta di metalli pesanti come rame, potassio, cromo, vanadio, stronzio depositandosi sui terreni.

    Il Sima (società italiana di medicina ambientale) ha rilevato che nella notte di Capodanno, l’aumento di inquinamento è paragonabile ad un ora di fonderia, ovvero il + 1.900% rispetto ai valori limite.

    Ambiente

    Oltre alle alte possibilità di incendi, tutte le sostanze si vanno a depositare nel suolo e nelle acque di mari, laghi e fiumi, determinandone un abbassamento della qualità nel tempo. Ed ai rifiuti di plastica e cartone non avete pensato? Circa 6 tonnellate difficilmente differenziabili.

    Animali

    Considerando il rumore dei botti, essi possono raggiungere i 150 decibel, un livello di gran lunga superiore alla soglia di sopportazione di molti animali, che decedono per infarti dovuti alla paura, uccelli che presi dal panico volano alla cieca per chilometri per poi trovare la morte sbattendo in un muro o su cavi elettrici.

    Senza dimenticare delle centinaia di colonie di gatti randagi dei territori e dei rifugi di animali gestiti da associazioni e volontari instancabili, per quale motivo dovrebbero vedere sfumare un lavoro l’impegno quotidiano subendo la perdita dei propri pelosetti.

    Cosa aggiungere in questo periodo di festività di circhi che sfruttano gli animali per spettacoli indecorosi e altamente disinformativi per i più giovani, facendo credere erroneamente che gli animali siano merce per qualche ora di svago e non essere senzienti. La cultura non contempla queste attività sadiche ma nell’ambito circense si potrebbe optare per artisti e professionisti che intrattengono i bambini con mirabolanti piroette ed esibizioni.

    Ospedali

    Essi divengono nella notte della follia collettiva, campi di battaglia con centinaia di persone mutilate, mani, dita e vista perdute per una sorta di autolesionismo declinato a divertimento.

    Società

    La sensibilizzazione per tali temi da parte delle istituzioni, con provvedimenti restrittivi e con controlli serrati nei giorni precedenti e durante la notte, rappresenterebbero un deterrente per i cittadini incivili, impegnati ad acquistare fuochi e ordigni illegali da bancarelle in vista alle forze dell’ordine.

    Conclusioni

    Un Brindisi collettivo con amici e parenti con spettacoli ecosostenibili e silenziosi finanziati dai corposi calendari di eventi, restituirebbero un senso di aggregazione senza alcun rischio, per famiglie, bambini, ambiente ed animali, la tutela delle proprie comunità costituirebbe anch’esso un esempio di legalità.

  • Bacoli: Spiaggia libera, una conquista per l’intera cittadinanza.

    “È la madre di tutte le battaglie. Ci riprendiamo le spiagge di Bacoli: per restituirle a tutti. Ci riprendiamo il mare negato. Perché non se ne poteva più.”

    Le dichiarazioni di un raggiante Primo Cittadino di Bacoli, Josi Della Ragione, dopo aver affisso i cartelli SPIAGGIA LIBERA.

    Una battaglia di civiltà vinta, ed un simbolo di libertà, un impegno preso e rispettato con i concittadini. Lo slogan un passo per volta, si arricchisce di un nuovo obiettivo realizzato, nella visione politica del fare e bene.

    L’intraprendenza mostrata dall’amministrazione nell’affrontare temi fondamentali, risponde con i fatti ai detrattori, sempre pronti a puntare il dito. Di vero c’è una cittadina che continua a cambiare volto, grazie ad una visione lungimirante che pone Bacoli tra i comuni modello e virtuosi, non solo dell’area flegrea.

    Il Sindaco tira dritto come un treno e con le iniziative volte alla vivibilità e alla valorizzazione dell’immenso potenziale culturale, storico e paesaggistico.

    Tassello dopo tassello conferiscono a Bacoli la legittimità di ambire a divenire Capitale della Cultura 2028.

  • Quarto: Casa Mehari ospita Pietro Perone, autore di Giancarlo Siani “Terra Nemica”

    Non poteva che essere un giornalista de Il Mattino, di quell’epoca, Pietro Perone, a raccontare con dovizia di particolari e di ricostruzioni storiche, la vita del giornalista giornalista, Giancarlo Siani.

    La presentazione presso Casa Mehari, un bene confiscato a quella camorra che dominava a pochi passi di distanza negli anni ottanta.

    Dr. Nello Mazzone, Giornalista

    Un bene riconsegnato alla comunità come ricordava il giornalista e moderatore dell’evento Nello Mazzone, funzionario del Patrimonio del Comune di Quarto, “non è sufficiente confiscare beni alla criminalità organizzata, bisogna donargli vita e dignità restituendoli ai cittadini”.

    Avv. Antonio Sabino, Sindaco di Quarto

    “Abbiamo onorato il grande lavoro delle Forze dell’Ordine, ben 75 beni sottratti alla criminalità, sono divenuti una risorsa dal punto di vista sociale ed economico, venendo incontro alle richieste dei cittadini”.

    Le dichiarazioni del Primo Cittadino come preludio alla presentazione del libro di Perone.

    Pietro Perone, Caporedattore de Il Mattino di Napoli

    Con una evidente partecipazione emotiva, l’autore di Giancarlo Siani Terra Nemica, ha ricostruito la verità storica sull’omicidio Siani, “Giancarlo era un ragazzo di soli 26 anni che amava la propria professione e che a differenza di tanti altri colleghi esperti, non si limitava a raccontare i fatti, di una Napoli insanguinata da guerre tra i clan, ma voleva ricostruirne le dinamiche, le commistioni tra politica e criminalità, vivendo il giornalismo con passione e come forma di riscatto sociale per una città sotto scacco della camorra.

    La ragione principale che mi ha spinto a scrivere questo libro è stata dettata dalle falsità che persino in redazione arrivavano dopo la morte di Giancarlo, fantasticando su presunte relazioni amorose con donne affiliate ai clan. Ci sono voluti ben otto anni per accertare la verità giudiziaria, dei mandanti e degli esecutori materiali, che dopo avere messo fine alla vita di un giovane nel covo dei Nuvoletta hanno brindato a quello che reputavano una risoluzione di un problema.

    Giancarlo è stato lasciato colpevolmente solo e l’unico modo per onorarne la memoria è quello di tenerlo vivo con le azioni, e continuare a dare fastidio.

    Ottavio Lucarelli, Pres. Ordine Giornalisti Campania

    Il Presidente Ottavio Lucarelli, ha sottolineato l’importanza di fare bene ognuno il proprio dovere e di quanto il giornalismo di inchiesta di Giancarlo rappresenti la modernità.

    Ciro Biondi, Giornalista e Direttore di Radio Mehari

    Ciro Biondi, ha evidenziato il grande lavoro svolto dall’amministrazione, dimostrando con la propria competenza, quanto un bene confiscato come Casa Mehari, possa rappresentare un punto di riferimento culturale dell’intera area Flegrea.

    L’evento ha visto come protagonisti tanti studenti dell’Istituto Rita Levi Montalcini, il Consigliere Regionale Massimiliano Manfredi, il giornalista Ferdinando Bocchetti, l’associazione di casa La Bottega dei Semplici Pensierini, Mariolina Trapanese, Arturo Delogu cuore pulsante delle attività culturali, il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni De Vivo, l’Assessore alle Politiche Sociali Raffaella De Vivo, il giornalista di Radio Mehari Salvatore Basile, e tanti esponenti dell’amministrazione Sabino.

    Fino a quando ci si volterà dalla parte sbagliata la Terra rimarrà Nemica.

  • Politica: Corruzione e clientelismo le uniche industrie in crescita.

    Il bel paese procede spedito nella direzione dell’illegalità, lo conferma il raddoppiamento delle inchieste rispetto al 2024.

    Questo dato sconfortante per molti cittadini estranei alle logiche di palazzo certifica le commistioni tra imprenditoria, politica e mafie. Tuttocio’ che oggi rappresenta business viene spudoratamente gestito in maniera clientelare e spesso criminale.

    Il sistema tangentopoli che decapito’ una intera era politica, ha lasciato spazio ad una generazione di affaristi di basso livello che proseguono con modalità differenti ad intascare mazzette e ad elargire “piaceri”.

    Spartizioni di poltrone e poteri pre e post elezioni continuano a disamorare gli elettori sempre meno partecipi, rassegnati all’inutilità di recarsi alle urne.

    Il bello salverà il mondo, una bellissima ma utopistica idea di coloro che vorrebbero sovvertire lo stato delle cose da un male inguaribile insito nella maggioranza degli esseri umani, ovvero la bramosia di denaro e potere, l’appartenenza a egemonie sommerse che tirano le fila della finanza e delle politiche mondiali.

    Oggi la cultura è divenuto uno specchietto per le allodole, anch’essa vittima delle logiche partitiche ed imprenditoriali, per buona pace di chi deve elemosinare spazi per la creatività e la diffusione della cultura.

    Gli unici e ultimi baluardi di un cambiamento restano le nuove generazioni, nonostante il tentativo in gran parte riuscito di annacquarne le pretese attraverso un sistematico bombardamento social e mediatico, propinando un modello di società perfetto, superficiale e dequalificato.

    Senza dover fare un lungo viaggio a ritroso nella storia, attendo che qualcuno con dati alla mano, dimostri la crescita, i benefici, la vivibilità di oggi al cospetto di 40 anni fa, se la globalizzazione abbia avuto un impatto positivo sul mondo in termini economici ed ambientali e se la politica rappresenti ancora uno strumento di partecipazione e di rappresentazione dei cittadini.