Politica: Dal Referendum ad uno tsunami politico, storia di un governo mai nato.

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

L’inatteso risultato referendario, ha mostrato tutte le fragilità di un governo privo di leadership e contenuti concreti.

La propaganda come programma politico accompagnata da una crescente arroganza hanno fatto deragliare il governo alla prima occasione di valutazione dinanzi agli italiani.

La modifica della costituzione targata Nordio/Meloni, ha subito una sonora bocciatura dagli elettori. Il naufragio provocato da una riforma “autoritaria”, ed una campagna elettorale imbarazzante, hanno oscurato in parte la tecnicità della riforma per dare spazio ad una forte politicizzazione del voto.

Il malcontento serpeggiava da tempo tra i cittadini, le politiche internazionali, la sudditanza verso Trump e Netanyahu, una economia stagnante ed una continua aggressione a diritti fondamentali, hanno anticipato il giudizio degli elettori sull’operato del Governo.

Nonostante le dichiarazioni di facciata, si è innescato un domino che ha portato alle dimissioni del Sottosegretario alla Giustizia Delmastro, della Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia Bartolozzi, e della Ministra del Turismo Santanche’.

Ex Capogruppo FI al Senato Gasparri

Il fermento politico prosegue con le dimissioni del Capogruppo al Senato di Forza Italia, Gasparri, sostituito da Stefania Craxi, per volontà della famiglia Berlusconi. Resta sulla graticola il Ministro degli Esteri Tajani, anch’egli interessato da un probabile avvicendamento.

Sembra al quanto paradossale pensare che le schermaglie ed i problemi all’interno della maggioranza siano figli del risultato referendario in una resa dei conti impensabile con la vittoria del Sì.

Il Ministro della Giustizia Nordio, prova a restare attaccato alla poltrona, dichiarando che la sconfitta referendaria non debba influire sul proprio ruolo ed operato, sta di fatto che le responsabilità sono principalmente sue e della Premier.

La luna di miele con parte dell’elettorato disilluso ed indispettito e’ terminata, dimostrando che le politiche muscolari non fanno parte della storia democratica del nostro paese.

Giorgia Meloni non si è mai calata interamente nel ruolo di Presidente del Consiglio di tutti gli italiani, ha proseguito con dei comizi che nulla hanno a che fare con la responsabilità di un paese.

Restare al Governo sino alla scadenza naturale del mandato, sarà impresa ardua vista la palese instabilità politica, essa porterebbe dritti alla sconfitta delle elezioni politiche del prossimo anno.

Un sussulto di dignità e di rispetto verso gli italiani indicano una unica strada da percorrere, recarsi al Quirinale e rimettere l’incarico nelle mani del Presidente della Repubblica Mattarella, per nuove elezioni.

Comunque vada la breve era politica della Premier Meloni può considerarsi conclusa.

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