
Il patto pre regionale sancito tra le correnti per la poltrona a segretario provinciale, dapprima scricchiola ed infine va in fumo, provocando altissime tensioni in casa democratici.
Questa la motivazione dei continui rinvii, ben 4 negli ultimi due mesi. Il progetto iniziale prevedeva una candidatura unica, stile segreteria regionale, con la conversione sul nome di Francesco Dinacci.

L’indecisione ha portato a posticipare l’orario ultimo per presentare le candidature alle 23:00. Non a caso la candidatura dello stesso Dinacci, rappresentante dell’area Schlein e’ arrivata in tarda serata, dopo l’intervento dal Nazareno di Taruffi.
Stava per accadere l’inverosimile ovvero l’unico nominativo in ballo era quello dell’outsider stabiese, Nora Di Nocera.

Il percorso tracciato da Roma per il sostegno a Roberto Fico, attraverso l’elezione dell’unico candidato a Segretario Regionale, Piero De Luca, non regge viste le ambizioni o meglio spartizioni dei posti dei 120 dell’assemblea.
Inoltre la nomina di 2 rappresentanti in quota Schlein nella neo giunta Regionale hanno aggiunto benzina al fuoco. I rimpasti di Palazzo San Giacomo con un ulteriore richiesta di assessorato a favore della corrente della segretaria nazionale hanno fatto da detonatore.
Più che diversità di vedute e anime pluraliste, si è palesato un teatrino da regolazione dei conti tra coloro che volevano rispettare gli accordi dell’estate 2025 e coloro che visto il netto spostamento verso una corrente hanno fatto pesare la propria leadership in Campania.
Non poteva mancare il coup de theatre finale, la richiesta di una terza candidatura quella della consigliera regionale Bruna Fiola, “convinta” a desistere viste le posizioni libere da occupare nelle commissioni regionali.
Ai candidati Dinacci e Di Nocera, toccherà trovare la quadra di un partito frammentato, sempre meno democratico e più incline alla ripartizione.
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