31 dicembre tra botti, circhi e quell’assenza di civiltà.

Ogni anno con l’approssimarsi della notte di San Silvestro, arrivano le raccomandazioni di medici, ambientalisti ed animalisti, preoccupati per i gravi danni provocati dai fuochi.

È doverosa una riflessione da parte di tutte le parti in causa sulle ripercussioni di una tradizione che rappresenta l’incoerenza di una società lontana dai modelli di civiltà.

Inquinamento

Il primo aspetto da valutare è l’enorme impatto sull’inquinamento acustico e dell’aria. Per coloro che ancora non sono convinti dell’estrema pericolosità dei fuochi, sottolineo i dati dell’ARPAC Campania che ogni anno registra una quantità di polveri sottili superiori alla media di ben 21 volte.

Queste particelle con la sola inalazione irrita polmoni, provoca danni all’apparato respiratorio, asma, aumenta il rischio di ictus, infarti e tumori polmonari, in soggetti più fragili quali donne in gravidanza, bambini ed anziani.

Se non bastasse l’aria è piena di sostanze altamente inquinanti, quali anidride solforosa, anidride carbonica e monossido di carbonio con l’aggiunta di metalli pesanti come rame, potassio, cromo, vanadio, stronzio depositandosi sui terreni.

Il Sima (società italiana di medicina ambientale) ha rilevato che nella notte di Capodanno, l’aumento di inquinamento è paragonabile ad un ora di fonderia, ovvero il + 1.900% rispetto ai valori limite.

Ambiente

Oltre alle alte possibilità di incendi, tutte le sostanze si vanno a depositare nel suolo e nelle acque di mari, laghi e fiumi, determinandone un abbassamento della qualità nel tempo. Ed ai rifiuti di plastica e cartone non avete pensato? Circa 6 tonnellate difficilmente differenziabili.

Animali

Considerando il rumore dei botti, essi possono raggiungere i 150 decibel, un livello di gran lunga superiore alla soglia di sopportazione di molti animali, che decedono per infarti dovuti alla paura, uccelli che presi dal panico volano alla cieca per chilometri per poi trovare la morte sbattendo in un muro o su cavi elettrici.

Senza dimenticare delle centinaia di colonie di gatti randagi dei territori e dei rifugi di animali gestiti da associazioni e volontari instancabili, per quale motivo dovrebbero vedere sfumare un lavoro l’impegno quotidiano subendo la perdita dei propri pelosetti.

Cosa aggiungere in questo periodo di festività di circhi che sfruttano gli animali per spettacoli indecorosi e altamente disinformativi per i più giovani, facendo credere erroneamente che gli animali siano merce per qualche ora di svago e non essere senzienti. La cultura non contempla queste attività sadiche ma nell’ambito circense si potrebbe optare per artisti e professionisti che intrattengono i bambini con mirabolanti piroette ed esibizioni.

Ospedali

Essi divengono nella notte della follia collettiva, campi di battaglia con centinaia di persone mutilate, mani, dita e vista perdute per una sorta di autolesionismo declinato a divertimento.

Società

La sensibilizzazione per tali temi da parte delle istituzioni, con provvedimenti restrittivi e con controlli serrati nei giorni precedenti e durante la notte, rappresenterebbero un deterrente per i cittadini incivili, impegnati ad acquistare fuochi e ordigni illegali da bancarelle in vista alle forze dell’ordine.

Conclusioni

Un Brindisi collettivo con amici e parenti con spettacoli ecosostenibili e silenziosi finanziati dai corposi calendari di eventi, restituirebbero un senso di aggregazione senza alcun rischio, per famiglie, bambini, ambiente ed animali, la tutela delle proprie comunità costituirebbe anch’esso un esempio di legalità.

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