Regionali: Campania spaccata, tra cambio di casacche, equilibri instabili nel centrosinistra, prove di ribaltone del centrodestra e pericolo astensionismo.

Giunti ad un mese dalle elezioni, come ampiamente previsto, la campagna elettotale entra nel vivo, con continui vertici e riunioni per accaparrarsi candidati e fette di elettorato.

I programmi sembrano ancora essere in alto mare o almeno subire un ridimensionamento a favore della ricerca dei numeri sufficienti per aggiudicarsi Palazzo Santa Lucia.

La lista civica A TESTA ALTA, fortino del Governatore uscente De Luca, si priva del nome sul simbolo, per non acuire i dissensi interni alla coalizione, frutto di una espressa richiesta del candidato Fico, intento ad evitare dualismi mai sopiti. Inoltre politicamente la scelta inevitabile è stata dettata dal timore che il PD potesse subire ripercussioni dalla presenza ingombrante del nome dell’attuale Presidente della Regione.

Resta incomprensibile per i cittadini non avvezzi alle dinamiche di palazzo, quanto il boccone per lo stesso De Luca sia amaro da ingoiare, visto il diniego per la seconda lista da presentare, la visione distante dai pentastellati e la fuga verso il centrodestra di amministratori e sindaci.

Forza Italia accoglie con favore il rimpinguarsi delle proprie fila a tal punto da sbilanciarsi in una previsione di votanti vicina al 25%, che rappresenterebbe una affermazione al di là delle più rosee aspettative sino a poche settimane fa.

Roberto Fico, prosegue nel tessere la tela di collaborazione sui territori, attraverso una forte sinergia con il PD campano nelle persone del Sindaco di Napoli Manfredi, della segreteria metropolitana e del neo eletto Segretario Regionale del PD, Piero De Luca (unicum nell’essere eletto senza competitor).

La sensazione percepita dagli umori respirati nelle vie di Napoli, e’ che un gap di vantaggio persista appannaggio del campo largo, di segnale opposto i rumors provenienti dalle altre province campane.

In questa instabilità politica del centrosinistra non si rilevano dichiarazioni e posizioni delle altre liste che compongono la coalizione, impegnate in un lavoro continuo nel promuovere idee e soluzioni per il futuro della Campania.

Ultimo non per importanza, il pericolo astensionismo, che in una situazione di incertezza potrebbe essere il vero ago della bilancia. Le quotidiane polemiche, il passaggio da uno schieramento all’altro, le contraddizioni nella visione delle politiche da mettere in campo, non fanno altro che produrre ed infondere ulteriore disaffezione tra gli elettori e con queste premesse rischia seriamente di risultare il partito vincente.

Commenti

Lascia un commento