
Sono trascorsi ben quarantaquattro anni dalla storica intervista rilasciata da Berlinguer ad Eugenio Scalfari. Il tema centrale, la questione morale nella politica. In realtà in quella occasione l’allora Segretario del PCI andò oltre segnando il percorso politico di quello che sarebbe dovuto essere il futuro dei comunisti italiani. “I partiti non fanno più politica” gli ultimi sprazzi degni di tale definizione si sono fermati agli anni 60’. Allora i dibattiti, le idee, la rabbia e soprattutto la passione albergava nei cuori e nelle menti. Lentamente gli obiettivi cambiavano, gli interessi clientelari e di potere delegavano al margine dell’attività politica le reali esigenze e bisogni della popolazione. Il primo dato fondamentale da sottolineare è la degenerazione dei partiti impegnati a ricoprire ed occupare ruoli apicali nelle istituzioni, nelle banche, nelle università, nelle TV, nei quotidiani, tutto scientemente lottizzato. Creando enormi disparità sociali, che nel 2025 sono divenute da anomalia a normalità, procurando vantaggi a coloro che in termini elettorali avrebbero ricambiato “il favore”. Il cambiamento storico dove il privilegio affossa i diritti e le tutele. Quella intervista seppur lungimirante non avrebbe mai potuto contemplare visto lo spessore dei politici di allora, di un vero e proprio imbarbarimento dei partiti, dei governi, delle istituzioni e della società. Ci sarebbe da stilare una lunga lista di personaggi incriminati per le malefatte compiute, dai “semplici abusi di potere e corruzione” alla convivenza con le organizzazioni criminali complici delle stragi che hanno devastato un paese intero, che ad oggi non trovano risposte o meglio vengono costantemente osteggiate dai governi, nonostante le sentenze passate in giudicato e le infinite dichiarazioni di magistrati imbavagliati. La piramide si è capovolta e la politica non rappresenta più una concezione orizzontale degli schieramenti da sinistra a destra, bensì una logica verticale, dove il potere risiede nella finanza, nelle lobby, nei colletti bianchi, nell’infiltrazione in pianta stabile delle mafie. Ed i cittadini in questo contesto che peso e ruolo rivestono? Nessuno!!! Fatta eccezione per quella striminzita rappresentanza alle urne, poiché la stragrande maggioranza è avvilita, assuefatta e disamorata dalle dinamiche politiche dei propri territori. Lo svuotamento delle coscienze e dei valori morali, la scientifica ricerca di dividere il popolo per evitare forme di aggregazione e di dissenso e non ultimo l’abusata tecnica di distrazione di massa attraverso i beni di consumo e l’effimero, creano sacche sempre più corpose di ignoranza. Il miglior strumento utilizzato in assoluto per realizzare il progetto di individui soli e schiavi è rappresentato dall’utilizzo indiscriminato dei social e degli algoritmi. La facoltà di libertà di espressione in una società sana consentirebbe un plus per la democrazia, ma nella realtà dei fatti, fake news e la bramosia di visibilità senza alcun contenuto o costrutto, hanno trasformato per molto versi, l’essere connessi in una forma dí voyeurismo. Più che indignarsi(doverosamente) per scorribande di tiktoker nei palazzi delle istituzioni, la politica dovrebbe guardarsi allo specchio, riflettendo seriamente sulla qualità dei propri rappresentanti e delle politiche messe in campo. E non posso che citare il compianto Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini: “I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza, di altruismo”. La considerazione che mi sovviene è ad oggi nel panorama politico esistono personalità da prendere ad esempio per le future generazioni? Ai posteri l’ardua sentenza.
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