
L’attesa è terminata, la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge della Regione Campania per una candidatura al terzo mandato del Governatore De Luca. Tale decisione provocherà non poche ripercussioni politiche, a livello locale e nazionale.

Per la Corte Costituzionale la legge campana viola “l’articolo 122, primo comma, della Costituzione, che attribuisce al legislatore regionale il compito di disciplinare, tra l’altro, le ipotesi di ineleggibilità del presidente della Giunta regionale nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica”. Il divieto del terzo mandato consecutivo – osserva la Consulta – infatti “opera per tutte le Regioni ordinarie dal momento in cui esse hanno adottato una qualsiasi legge in materia elettorale, nel contesto di una scelta statutaria a favore dell’elezione diretta del presidente della Giunta regionale”.

La decisione della Corte Costituzionale, sembra aver tolto dall’impaccio il Partito Democratico, da sempre incline a divisioni interne, nonostante la posizione della segretaria Schlein in merito ad un terzo mandato del Presidente De Luca fosse ben nota. Si preannunciano mesi frenetici per gli esponenti politici dem della Campania per la candidatura al Consiglio Regionale. La quadra di una coalizione ed un nome spendibile come candidato a Governatore della Campania non rappresenterà una semplice formalità, e non appare per nulla scontato che il “prescelto” sia espressione del PD.

Non si è fatta attendere la replica del Presidente uscente Vincenzo De Luca “accolta una tesi strampalata, progettata in udienza, che ha fatto inorridire illustri costituzionalisti”. E’ doveroso sottolineare che nonostante l’impossibilità di correre per la Presidenza, non è da escludere che De Luca possa scendere in campo con una sua lista. La partita per la Regione Campania è appena iniziata, ma è ragionevole pensare che gli schieramenti politici in campo dovranno tenere in considerazione le scelte dell’attuale Governatore. Anche nella coalizione del Centrodestra la scelta di un candidato alla Presidenza della Regione sembra più che mai aperta. Se Atene piange Sparta non ride.
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