
Nonostante il PUC rappresenti un argomento di estrema attualità e discussione nel territorio quartese, esso non è stato ancora realizzato. La Regione Campania con la legge 22 dicembre 2004 n. 16 (art. 23) ha sostituito il PIANO REGOLATORE GENERALE (PRG) con il PIANO URBANISTICO COMUNALE (PUC), la cui formazione è obbligatoria per tutti i comuni. Tale strumento di gestione del territorio comunale regola le attività di trasformazione urbana e territoriale del comune di pertinenza.


Le immagini sono esemplificative della crescita urbanistica del territorio di Quarto, con le relative nuove esigenze di coordinamento. La suddivisione del territorio in zone omogenee e le trasformazioni fisiche e funzionali in coerenza con i piani sovraordinati (piani territoriali regionali,piano paesaggistico e dei parchi,piano di bacino idrogeologico) rappresentano una garanzia per l’intera cittadinanza. Il PUC viene redatto da tecnici specializzati in pianificazione urbanistica (ingegneri, pianificatori, scienziati ambientali, geologi ed avvocati). La redazione di tale strumento urbanistico, fonte di svariati consigli comunali e di amministrazioni succedutesi negli anni, espressione di diverse maggioranze politiche e partitiche, ad oggi non hanno registrato una risoluzione.

Infine per completezza di informazione, un accenno doveroso al “periodo di salvaguardia”. Esso non rappresenta altro che il lasso temporale nel quale il PUC viene rivisto, modificato ed approvato dal comune (dopo il parere vincolante della Regione Campania). In tale periodo il PUC diviene esecutivo non completamente in quanto resta esecutivo anche il PRG. Quindi nel caso in cui le due normative si scontrino sul medesimo argomento ma con differente contenuto, il comune è tenuto ad applicare la normativa maggiormente restrittiva tra le due (salvaguardia). La cittadinanza segue con interesse l’evoluzione politico-amministrativa inerente il PUC, auspicando che tale tematica possa rappresentare la priorità per l’intero territorio.
Lascia un commento