
La tutela dell’ambiente non è più una tematica procrastinabile dalle amministrazioni e dalla politica. Per comprendere gli enormi rischi ai quali sono sottoposti i cittadini, bisogna analizzare con attenzione i fenomeni naturali di estreme siccità e bombe d’acqua acuiti notevolmente dalla mano disattenta dell’uomo minando il complesso equilibrio dell’intero pianeta.

Il dissesto idrogeologico fonda le proprie radici in una estrema cementificazione, per lo più selvaggia, riducendo enormemente la permeabilità del suolo, rendendolo estremamente suscettibile a frane ed alluvioni e ad un disboscamento intensivo, provocando enormi danni alle morfologie dei territori stessi.

La provincia di Napoli detiene l’infausto primato di rischio idrogeologico sulla base della popolazione residente. Quindi siamo difronte ad una problematica sistemica e non solo ambientale che mina la sicurezza di intere comunità. La ricerca di profitti economici non tiene conto dell’inestimabile valore del suolo, esso rappresenta la riserva di più della metà di tutta la biodiversità terrestre, nonché il 95% del cibo che mangiamo. Dal punto di vista chimico contiene più carbonio di tutte le piante e dell’atmosfera messi insieme. Nonostante questi dati inconfutabili, viene continuamente sfruttato, abusato, impermeabilizzato ed inquinato, segno di una civiltà messa da parte.

Arriviamo così all’altro punto dolente ed inaccettabile del disboscamento seriale a discapito di massicce colate di cemento. Per i meno informati, gli alberi rappresentano una presenza imprescindibile per la vita delle popolazioni e degli animali ed una barriera naturale alla pericolosità dell’acqua. Insieme al suolo costituiscono gli unici elementi in grado di contrastare il riscaldamento globale.

La Comunità Europea ha adottato la “risoluzione” sulla protezione del suolo in Europa, chiedendo un quadro giuridico per affrontare tale minaccia.

Vi chiederete cosa accade nel nostro “Bel Paese”, intanto perdiamo ogni minuto 100 mq di terreno, 21mila km quadrati, il 7% dell’intero territorio. In pratica in Italia cresce più il cemento che La popolazione. Nonostante la Giornata Mondiale del suolo ed il focus sui cambiamenti del Green Deal, con la lentezza che contraddistingue la burocrazia nostrana, i progetti ed i tentativi di produrre una legge nazionale restano al palo. Eppure una pallida speranza si era generata con l’approvazione della Camera dei Deputati nel 2016 di un disegno di legge per lo stop totale al consumo del suolo entro il 2050. L’obiettivo era raggiungere gradualmente la quota zero mq, scelta coerente con gli impegni presi alla Cop 21 di Parigi, ma come troppo spesso accade la legge non è mai stata approvata. L’informazione libera e costante rappresentano l’unico strumento a disposizione dei cittadini a mobilitarsi per la salvaguardia del futuro per le nuove generazioni.
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